ISIN Number
IT0001249116
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 21/07/2016
€ 10,713
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale nel lungo periodo (6–10 anni), mediante l’investimento del patrimonio in strumenti finanziari diversificati, subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 17 dicembre 1997 ed è operativo dal 1° ottobre 1998. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 21/07/2016
1 mese
1,54 %
3 mesi
0,43 %
da inizio anno
-2,63 %
1 anno
-7,00 %
dal 03/12/2012
5,48 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
6,09%
2014
6,15%
2013
10,9%
2012
6,6%
2011
-15,7%
2010
-0,5%
2009
13,8%
2008
-38,3%
2007
5,6%
2006
13,6%
2005
17,4%
2004
6,2%
2003
12,1%
2002
-30,2%
Asset allocation
Azioni
61,80%
Liquidità
32,60%
Derivati azionari
6,40%
Fondi azionari
5,20%
Obbligazioni
0,00%
Allocazione settoriale azionaria
Financials
11,30%
Health Care
8,90%
Information Technology
8,50%
Consumer Discretionary
7,30%
Industrials
6,70%
Consumer Staples
5,00%
Utilities
4,70%
Telecom
3,60%
Energy
3,30%
Materials
2,40%
Allocazione geografica azionaria
Europa
33,20%
USA
29,60%
Francia
10,50%
Italia
7,20%
Future Topix
7,50%
Germania
5,70%
ETF Emerging Markets
2,60%
Future Eurostoxx 50
0,00%
Future S&P 500
0,00%
Commento
Commento
Il livello dell’investito azionario risulta in area di neutralità intorno al 73% circa. Nel periodo di riferimento i mercati azionari hanno fatto registrare performance generalmente positive, grazie al rimbalzo del prezzo del greggio e delle materie prime in genere, favorito dall’indebolimento del dollaro. Tra i migliori mercati troviamo gli Stati Uniti che hanno beneficiato di aspettative di politica monetaria più accomodanti e dell’indebolimento della moneta. E’ di poco superiore allo zero la performance dell’Eurozona, dove hanno pesato la crisi delle banche e le incertezze politiche, mentre il Giappone fa registrare un lieve calo a causa della debolezza economica, della forza dello Yen e dei crescenti dubbi circa le politiche monetarie implementate fino ad ora. Continua invece il recupero dei Mercati Emergenti trascinati dal rialzo delle materie prime. Nelle prossime settimane l’attenzione degli operatori finanziari sarà incentrata sulle trimestrali, anche se resterà importante monitorare l’andamento macroeconomico e le scelte delle banche centrali. L’esposizione all’asset azionaria è stata quindi portata nella banda di neutralità, per arrivare con un posizionamento più cauto al referendum che si terrà in Gran Bretagna sulla permanenza nell’Unione Europea. Rimane la preferenza, in termini geografici, per l’area europea perché conserva un valore relativo non ancora esploso, mentre il mercato statunitense, da sempre area in cui si cerca rifugio quando l’avversione al rischio cresce, ha valutazioni decisamente più ricche. Sul fondo sono presenti futures sull’indice S&P500, sull’EuroStoxx 50 e sul Topix. Sono inoltre presenti opzioni call sull’indice Eurostoxx50. Per quanto riguarda la strategia valutaria: Ingresso su dollaro USA nella parte alta del range 1,10 – 1,15, orientamento ad aumentare l’esposizione; manteniamo moderata esposizione su dollaro canadese e corona norvegese. Schede aggiornate al mese di Maggio.