ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 17/08/2017
€ 5,031
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 17/08/2017
1 mese
-0,96 %
3 mesi
0,68 %
da inizio anno
7,09 %
1 anno
7,80 %
dal 03/12/2012
4,92 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
93,00%
Liquidità
7,00%
Equity Allocation
Nord America
30,00%
Mercati Emergenti
29,00%
Europa
24,00%
Pacifico
10,00%
Principali titoli
Vontobel US Equity
5,80%
Fidelity America Fund
5,20%
EDR Fund US Value & Yield
4,80%
Candriam Quant Equities USA I USD Cap
4,70%
RAM Emerging Markets Equities
4,40%
RAM European Equities
4,30%
HSBC GIF-Frontier Markets
4,00%
Carmignac Emerging Discovery
3,80%
BGF Euro Markets
3,80%
Deutsche Invest Emerging Markets Top Dividend
3,50%
Commento
Commento
I mercati azionari chiudono il mese contrastati, condizionati negli ultimi giorni del mese dalle parole di Mario Draghi nel forum BCE in Portogallo, che hanno spinto verso l’alto l’euro e in basso i titoli europei. Sostanziale parità per gli indici globali, che chiudono il mese perdendo intorno ai 10bps, mentre ancora positivi i listini americani, che continuano a segnare record nonostante il sell-off sui tecnologici di inizio mese. Negativa la chiusura invece delle borse europee, con perdite nell’ordine del 3%, mentre il Giappone registra un mese positivo con un guadagno del 2.55%. Sul fronte obbligazionario invece le dichiarazioni di Draghi hanno rianimato i titoli decennali tedeschi, spingendoli al rialzo sopra lo 0.30%, mentre i Treasury hanno testato i minimi post-elezione di Trump sotto quota 2,15%. Maggiore volatilità vissuta invece dal Gilt decennale, a causa dei messaggi contrastanti della Bank of England. Spread BTP/Bund ai minimi da Gennaio, grazie all’esito delle elezioni amministrative e alla risoluzione della questione sulle banche venete. Sul fronte Corporate registriamo l’ennesimo mese positivo dei bond sia IG che HY, con rendimenti nell’ordine dei 30-50bps. Tensioni sul fronte Petrolio, con il WTI che ha testato i minimi da novembre 2016 a quota 43$ al barile, su timori legati all’insufficienza dei tagli stabiliti dall’OPEC non siano compensati adeguatamente dai tagli di paesi come gli USA. Chiude in negativo l’Oro, vittima di un misterioso «flash crash» che ha portato le quotazioni da 1255 a 1236 dollari l’oncia. Dopo il crollo nelle quotazioni, la materia prima ha trovato difficoltà nel risalire, chiudendo il mese intorno ai 1235$. L’Euro ha chiuso il mese a quota 1.1384 contro il Dollaro, spinto dalle dichiarazioni di Mario Draghi. Lo Yen continua ad indebolirsi in assenza di segnali restrittivi della BoJ, chiudendo il mese perdendo circa il 3% sull’Euro a quota 128.48. L’andamento del petrolio ha influenzato le valute dei paesi esportatori, con il Rublo sotto pressione che chiude in perdita di oltre 6 punti percentuali rispetto all’Euro. Pesa ancora lo scandalo Temer sul Real brasiliano (-3.69%). L’allocazione azionaria del fondo è al 47%, ripartita tra Equity Europe (13%), Equity Pacifico (4%), Equity USA (15%) ed Equity Emergente (15%). La quota obbligazionaria del fondo è intorno al 27%, prediligendo comparti obbligazionari a più alto rendimento, quali quelli su obbligazioni High Yield, (6%) e su obbligazioni emergenti (11%). Una quota pari al 22% del portafoglio è investita in una componente ‘satellite’ attraverso strategie obbligazionarie di tipo Total Return (10%) e strategie global macro diversificanti (5%). Schede aggiornate a fine Giugno.