ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 23/03/2017
€ 4,922
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 23/03/2017
1 mese
-0,06 %
3 mesi
4,99 %
da inizio anno
4,77 %
1 anno
11,51 %
dal 03/12/2012
4,86 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
96,00%
Liquidità
4,00%
Equity Allocation
Nord America
33,00%
Mercati Emergenti
28,00%
Europa
23,00%
Pacifico
12,00%
Principali titoli
Fidelity America Fund
5,50%
EDR Fund US Value & Yield
5,50%
Vontobel US Equity
5,50%
Candriam Quant Equities USA I USD Cap
4,50%
RAM Emerging Markets Equities
4,00%
HSBC GIF-Frontier Markets
4,00%
Carmignac Emerging Discovery
3,50%
BGF Euro Markets
3,50%
Deutsche Invest Emerging Markets Top Dividend
3,40%
Morgan Stanley US Advantage
3,40%
Commento
Commento
Dopo l'euforia che ha caratterizzato il mese di dicembre, nel mese di gennaio, sui mercati finanziari è prevalso un clima di maggior incertezza. Tra le principali fonti di preoccupazioni c'è sicuramente l'assenza di dettagli e il prevalere dei dubbi sulla fattibilità delle politche economiche del nuovo presidente americano Trump, insediatosi a metà mese. Sui mercati ha dominato soprattutto un atteggiamento di attendismo, con gli investitori in attesa di vedere se le parole di Trump possono effettivamente tradursi in azione. Altro fattore catalizzatore del mese è il tema Brexit. La premier britannica Theresa May nel suo discorso ha fatto intendere chiaramente di voler portare la Gran Bretagna fuori dal mercato unico europeo per riguadagnare il controllo sui flussi di persone e sulle proprie leggi. I mercati azionari hanno pertanto risentito di tali incertezze, soprattutto in Europa: l'indice Eurostoxx 50 ha registrato una variazione negativa di -1,7%, il FTSE 100 di -0,6%, il FTSE MIB -3,35% mentre il DAX ha chiuso il mese con una variazione positiva del +0,49%. Gli indici americani, invece hanno beneficiato di un momento di ottimismo generato soprattutto in prossimità della fine del mese in seguito ai risultati migliori delle aspettative delle società americane: così il Dow Jones ha superato per la prima volta la soglia di 20mila punti registrando una variazione mensile di +0,5%, l'S&P 500 di + 1,79% e il Nasdaq di +4,3%. Sul fronte delle Banche Centrali, Janet Yellen ha indicato che la Fed seguirà una politica monetaria prudente con un ritorno ad una normalità dei tassi di interesse improntato sulla gradualità a causa delle numerose incertezze che al momento prevalgono nel contesto economico e politico su scala globale. La BCE, nel frattempo, ha lasciato invariati i tassi e il programma straordinario di QE anche se nella zona Euro iniziano a registrarsi i primi segnali di un aumento del tasso di inflazione. Ed è stata proprio tale variabile unita all'aumento delle stesse aspettative inflattive, la causa principale dell'aumento generale dei rendimenti governativi in zona euro: il Bund, ad esempio, è salito fino ad un rendimento di 0,48%, il Bonos spagnolo è salito da 1,37% a 1,58% e il BTP è salito da 1,8% a 2,24%. Anche il settore obbligazionario societario ha subito gli effetti dell'aumento delle aspettative inflazionistiche e l'indice Investment Grade della zona Euro ha registrato una variazione negativa di 0,5%. Gli indici High Yield hanno raggiunto nuovi massimi con una variazione di +1,3% per l'indice di riferimento del mercato US e +0,7% per l'indice del mercato Euro. I mercati Emergenti, tornano a registrare flussi positivi dopo i flussi in uscita registrati dopo l'elezione di Trump. L'indice azionario MSCI dei Mercati Emergenti in USD ha registrato una variazione mensile di +5,4% mentre l'indice obbligazionario governativo di JP Morgan ha registrato una variazione positiva di 1,4%. L'allocazione azionaria del fondo è rimasta neutrale e intorno al 93%. Nel corso del mese è stata incrementata marginalmente l'allocazione azionaria europea riducendo contestualmente quella su US. Inoltre all'interno dell'allocazione azionaria americana è stato ridotto il peso sui comparti caratterizzati da uno stile Growth, in favore di quelli con un focus su uno stile Value. Permane il sovrappeso strutturale sui mercati emergenti, anche se rispetto al mese precedente è stato ridotto marginalmente. Schede aggiornate a fine Gennaio.