ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 23/05/2016
€ 4,413
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 23/05/2016
1 mese
-2,84 %
3 mesi
5,80 %
da inizio anno
-4,95 %
1 anno
-13,62 %
dal 03/12/2012
2,78 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
95,00%
Liquidità
5,00%
Equity Allocation
Mercati Emergenti
36,00%
Europa
28,00%
Nord America
26,00%
Pacifico
9,00%
Principali titoli
RAM Emerging Markets Equities
5,00%
Candriam Quant Equities USA I USD Cap
4,50%
Vontobel Fund Emerging Markets Eq HI EUR hdg
4,00%
AXA Rosenberg US Enhanced Index Eq Alpha A USD
3,90%
THREADNEEDLE UK FUND
3,80%
SISF Japanese Opportunities
3,00%
Vontobel US Equity
3,60%
DWS DEUTSCHLAND
3,00%
THREADNEEDLE European select
3,20%
Schroder Int. Japanese Equity
2,80%
Commento
Commento
Nel periodo di riferimento i mercati azionari hanno fatto registrare performance generalmente positive, grazie al rimbalzo del prezzo del greggio e delle materie prime, favorito dall’indebolimento del dollaro. Tra i migliori mercati abbiamo trovato gli Stati Uniti che hanno beneficiato di aspettative di politica monetaria più accomodanti e dell’indebolimento della moneta. Di poco superiore allo zero invece la performance dell’Eurozona, dove hanno pesato la crisi delle banche e le incertezze politiche, mentre il Giappone ha registrato un lieve calo a causa della debolezza economica, della forza dello Yen e dei crescenti dubbi circa le politiche monetarie implementate fino ad ora. Continua invece il recupero dei Mercati Emergenti trascinati dal rialzo delle materie prime. Nelle prossime settimane l’attenzione degli operatori finanziari sarà incentrata sulle trimestrali, anche se resterà importante monitorare l’andamento macroeconomico e le scelte delle banche centrali. L’esposizione all’asset azionaria è stata quindi portata alla neutralità, per arrivare con un posizionamento più cauto al referendum che si terrà in Gran Bretagna sulla permanenza nell’Unione Europea. Confermiamo la preferenza, in termini geografici, per l’area europea perché conserva un valore relativo non ancora esploso, mentre il mercato statunitense, da sempre area in cui si cerca rifugio quando l’avversione al rischio cresce, ha valutazioni decisamente più ricche. E’ stato mantenuto il sovrappeso strutturale sui mercati emergenti. Schede aggiornate al mese di Aprile.