ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 26/04/2017
€ 5,007
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 26/04/2017
1 mese
1,85 %
3 mesi
3,62 %
da inizio anno
6,58 %
1 anno
10,80 %
dal 03/12/2012
5,16 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
96,00%
Liquidità
4,00%
Equity Allocation
Nord America
32,00%
Mercati Emergenti
29,00%
Europa
23,00%
Pacifico
12,00%
Principali titoli
Fidelity America Fund
5,50%
Vontobel US Equity
5,50%
EDR Fund US Value & Yield
5,00%
Candriam Quant Equities USA I USD Cap
4,50%
RAM Emerging Markets Equities
4,50%
HSBC GIF-Frontier Markets
4,00%
RAM European Equities
4,00%
Carmignac Emerging Discovery
3,50%
BGF Euro Markets
3,50%
Deutsche Invest Emerging Markets Top Dividend
3,50%
Commento
Commento
Il mese di marzo è stato un mese positivo soprattutto per gli indici azionari europei. In Italia il FTSE MIB ha segnato una variazione del +8,35%, l'Eurostoxx 50 e il CAC 40 una del +5,4%, il DAX + 4% e il FTSE 100 +0,8%. Gli indici della Borsa americana hanno avuto un mese maggiormente in sotto tono: il Dow Jones ha avuto una variazione di -0,7%, l'S&P 500 ha chiuso il mese sostanzialmente invariato mentre il Nasdaq ha registrato una variazione positiva di + 1,5%. A pesare sull'andamento delle Borse americane sono stati soprattutto i primi segnali di scetticismo sull'implementazione delle politiche espansive promesse da Trump. Intanto nel meeting del 15 marzo, la FED ha rialzato i tassi così come ampiamente previsto dagli operatori di mercato, indicando inoltre altri due possibili rialzi nel corso dell'anno. Per l'Eurozona, Mario Draghi ha invece lasciato i tassi invariati confermando il programma di Quantitative easing, con la riduzione degli acquisti previsti dal mese di Aprile in poi. Nel Regno Unito, invece, a fine mese è stato applicato l'articolo 50 per l'uscita dall'Unione Europea; tuttavia il grado di incertezza sulle conseguenze di tale decisione rimane ancora molto elevato. Il Treasury americano ha chiuso il mese ad un rendimento del 2,38%, il Bund a +0,3% e il BTP italiano a 2,25%. Per quanto riguarda il settore corporate, l'indice Investment Grade della zona Euro ha registrato una variazione negativa di -0,33%. Per il mercato High Yield, in US gli spread per la prima volta da giugno 2016 si sono allargati, seppure in maniera contenuta di 9 punti base arrivando a 383 p.b. e portando l'indice di riferimento ad una variazione mensile di -0,21%; in Europa gli spread invece rimangono stabili chiudendo il mese a 357 punti base e l'indice di riferimento rimane sostanzialmente invariato. I mercati Emergenti continuano ad avere flussi positivi sia sull'asset class azionaria che su quella obbligazionaria registrando per il primo trimestre dell'anno circa + $14,4 miliardi e circa + $23 miliardi rispettivamente. L'indice azionario MSCI dei Mercati Emergenti in USD ha registrato una variazione mensile del +2,4% mentre l'indice obbligazionario governativo di JP Morgan ha registrato una variazione positiva dello 0,35%. A fronte di un contesto di mercato caratterizzato da incertezze soprattutto a livello politico, l'allocazione azionaria del fondo è rimasta intorno al 96%. A livello geografico rimane la nostra preferenza per l'area europea e pacifica dopo aver alleggerito nel mese scorso l'allocazione sulla zona US e Paesi in via di sviluppo. Schede aggiornate a fine Marzo.