ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 12/10/2017
€ 5,208
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 12/10/2017
1 mese
1,92 %
3 mesi
2,80 %
da inizio anno
10,86 %
1 anno
12,80 %
dal 03/12/2012
5,51 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
93,00%
Liquidità
7,00%
Equity Allocation
Nord America
30,00%
Mercati Emergenti
29,00%
Europa
24,00%
Pacifico
10,00%
Principali titoli
Candriam Quant Equities Emerging Mkt
5,00%
Vontobel US Equity
4,60%
RAM Emerging Markets Equities
4,60%
RAM European Equities
4,50%
Oyster European Opportunities
4,40%
Fidelity America Fund
4,00%
DWS Deutschland
4,00%
Carmignac Emerging Discovery
4,00%
BGF Euro Markets
3,90%
Invesco Japan Value
3,50%
Commento
Commento
I mercati azionari chiudono in positivo fatta eccezione per la zona Euro, penalizzata da un rafforzamento della valuta. Il calo della volatilità e le ottime trimestrali hanno sospinto i nuovi record del mercato azionario USA. Ottimo mese per i mercati Emergenti, che hanno sfruttato un indebolimento della valuta Americana ed un incremento nei valori delle commodities. I mercati periferici Europei come Grecia, Spagna ed Italia rimangono comunque fra i migliori da inizio anno. Il mercato obbligazionario Governativo perde terreno, soprattutto nei titoli Europei, penalizzati dalle dinamiche valutarie e dalla messa in discussione del QE in Autunno per la BCE. La bassa inflazione ha inoltre penalizzato i titoli indicizzati. Meglio in ambito Credito, dove i buoni bilanci mostrati fino ad ora hanno portato ad un generale ottimismo, soprattutto in America. Forte ripresa per il petrolio verso fine mese, che si riporta verso i 50$ al barile grazie alle rinnovate intenzioni dell’Arabia Saudita di diminuire ulteriormente la produzione, ed al calo delle scorte Americane. Mese positivo anche per l’oro, che beneficia delle minori aspettative sul rialzo dei tassi USA, con cui ha un rapporto notoriamente inverso; il suo valore è ora vicino ai 1270$ l’oncia. L’Euro ha chiuso il mese a quota 1.1818 contro il Dollaro, segnando un netto incremento nel mese: il rallentamento dell’economia USA e i commenti della Fed rendono meno probabile un aumento dei tassi Americani. I velati commenti della BCE su una discussione in Autunno del QE hanno spinto al rialzo. In rialzo anche le valute emergenti, che beneficiano di una debole valuta Americana, a seguito di alcune turbolenze nell’amministrazione Trump. Uniche valute migliori dell’Euro sono state quelle di Brasile, Canada e Australia, notoriamente legate alle commodities. L’allocazione azionaria, attualmente al 93%, è ripartita tra Equity Europe (24%), Equity Pacifico (9%), Equity USA (30%) ed Equity Emergente (29%). All’interno dell’azionario emergente sono stati effettuate alcune operazioni al fine di eliminare l’esposizione verso comparti focalizzati sul tema dividendi, sostituito da comparti che investono su specifiche area geografiche, come ad esempio l’Asia Emergente. Schede aggiornate a fine Agosto.