ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 25/08/2016
€ 4,593
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 25/08/2016
1 mese
-0,76 %
3 mesi
1,93 %
da inizio anno
-1,08 %
1 anno
4,65 %
dal 03/12/2012
3,69 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
92,70%
Liquidità
7,30%
Equity Allocation
Mercati Emergenti
38,00%
Nord America
25,60%
Europa
22,00%
Pacifico
9,00%
Principali titoli
RAM Emerging Markets Equities
5,40%
Candriam Quant Equities USA I USD Cap
4,80%
Vontobel Fund Emerging Markets Eq HI EUR hdg
4,50%
Vontobel US Equity
4,00%
AXA Rosenberg US Enhanced Index Eq Alpha A USD
3,90%
THREADNEEDLE UK FUND
3,80%
Carmignac Emerging Discovery
3,50%
THREADNEEDLE European select
3,20%
SISF Japanese Opportunities
3,20%
DWS DEUTSCHLAND
3,00%
Commento
Commento
Durante il mese corrente il movimento dei mercati azionari mondiali è stato principalmente influenzato dall’esito del referendum su Brexit, con un lento avvicinamento durante tutto il mese, un rally nei giorni precedente sulla scia dell’esito dei sondaggi indicanti vincente il Remain, salvo poi correggere drammaticamente venerdì 24 dopo l’ufficializzazione dell’inaspettata uscita della Gran Bretagna dalla UE. Zona Euro e Giappone sono i mercati che, in valuta locale hanno risentito maggiormente del movimento, mentre US e Emergenti hanno avuto delle performance meno negative. I livelli di fine mese del mercato obbligazionario riflettono il clima di incertezza sui mercati, con i livelli degli yield dei beni rifugio come bund, treasury e governativo UK ai livelli più bassi da inizio anno, mentre il credito governativo e gli spread dei periferici europei che hanno allargato, ma supportati dalla BCE hanno chiuso il mese positivi, come anche altri asset rischiosi come il debito emergente. Negativi invece High Yield causa allargamento generalizzato nei credit spread per via del generalizzato clima di risk-off sui mercati. Il petrolio si è attestato in un range tra i 46 e 50 $ al barile in assenza di reali segnali che giustificassero un trend in qualche direzione, mentre l’oro, bene rifugio per eccellenza è stato l’asset class che ha beneficiato maggiormente del clima di tensione sui mercati, toccando i massimi dal 2014, con un rally del 8.4% nel solo ultimo mese. La sterlina ha toccato i minimi dal 1984 e anche l’euro ha fortemente risentito dell’esito del referendum con i flussi degli investitori che si sono orientati in massa su valute rifugio come yen, ai massimi dal 2013,e dollaro che ha, dopo aver ceduto terreno a seguito del dato deludente del mercato lavoro US ha ampiamente recuperato, sia contro le valute europee che contro quelle emergenti. Nel portafoglio del fondo l’esposizione all’asset azionaria è rimasta neutrale, per mantenere un posizionamento cauto in vista del referendum. Confermiamo la preferenza relativa, in termini geografici, per l’area europea (peso pari al 22%) perché conserva un valore relativo non ancora esploso, mentre il mercato statunitense (peso pari al 26%), da sempre area in cui si cerca rifugio quando l’avversione al rischio cresce, ha valutazioni decisamente più ricche. E’ stato mantenuto il sovrappeso strutturale sui mercati emergenti (peso pari al 38%). Schede aggiornate a fine giugno.