ISIN Number
IT0001484770
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 04/11/2016
€ 4,527
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di lungo periodo (6-10 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 04/11/2016
1 mese
-2,92 %
3 mesi
-2,14 %
da inizio anno
-2,50 %
1 anno
-4,93 %
dal 03/12/2012
3,12 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
2,13%
2014
5,36%
2013
6,0%
2012
11,1%
2011
-8,6%
2010
8,3%
2009
20,3%
2008
-30,7%
2007
1,4%
2006
5,8%
2005
20,7%
2004
4,9%
2003
9,3%
2002
-24,0%
Asset Allocation
Azioni
89,50%
Liquidità
10,50%
Equity Allocation
Mercati Emergenti
34,70%
Nord America
29,00%
Europa
18,00%
Pacifico
8,00%
Principali titoli
RAM Emerging Markets Equities
5,60%
Vontobel US Equity
5,00%
Fidelity America Fund
5,00%
Candriam Quant Equities USA I USD Cap
5,00%
Vontobel Fund Emerging Markets Eq HI EUR hdg
4,70%
HSBC GIF-Frontier Markets
3,50%
Carmignac Emerging Discovery
3,50%
Deutsche Invest Emerging Markets Top Dividend
3,30%
BGF Euro Markets
3,30%
Morgan Stanley US Advantage
3,20%
Commento
Commento
Il mese di Ottobre ha visto un rimbalzo dei principali indici azionari europei: l'Eurostoxx 50, ad esempio, ha registrato una performance di 1.9%, il DAX +1.5% e il FTSE MIB +4.4%. Ad influenzare l'andamento positivo complessivo dei mercati europei è stato soprattutto il miglioramento di alcuni dati macroeconomici, come ad esempio l'indice PMI della zona Euro: per il mese di ottobre, infatti, l'indice è salito da 52,6 del mese di settembre, a quota 53,7, dando evidenza di un rafforzamento dell'economia dell'area. Inoltre sono arrivate notizie positive dal fronte politico spagnolo: il Partito socialista, infatti, ha permesso al primo ministro Mariano Rajoy di formare un nuovo geverno, ponendo fine a un periodo di 308 giorni di stallo politico. Negli Stati Uniti, il mercato azionario ha registrato un andamento negativo, influenzato soprattutto dal clima di incertezza legato all'esito delle prossime elezioni politiche del nuovo presidente. Anche il prezzo del petrolio è stato fonte di incertezza: l'annunciato taglio alla produzione da parte dell'Opec sta incontrando difficoltà di realizzazione pratica, con molti produttori che chiedono l'esenzione e la Russia sembra essere reticente ad allinearsi al cartello. Per quanto riguarda gli indici di volatilità implicita, si evidenzia un andamento al rialzo soprattutto verso la fine del mese. Sul fronte delle Banche Centrali, nel mese di ottobre non ci sono state notizie rilevanti: la BCE ha rinviato al mese di dicembre qualsiasi decisione inerente ad eventuali modifiche sul programma di acquisto di quantitative easing attualmente in atto mentre le probabilità di un aumento dei tassi negli Stati Uniti sono aumentate nel corso del mese in seguito ai continui segnali di miglioramento dell'economia americana. Nonostante il rinvio a dicembre da parte di Mario Draghi, sui titoli di stato abbiamo assistito ad un aumento dei rendimenti: il Bund infatti è salito in territorio positivo e a fine mese rendeva +0,16%, il Bonos spagnolo è salito a 1,22% e il BTP è salito fino ad un rendimento di 1.6%. Per i titoli italiani si sta registrando un aumento dello spread verso il Bund dovuto principalmente alle incertezze legate al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Nel settore corporate, ed in particolare nel settore High Yield europeo si continuano a registrare nuovi minimi di rendimento, mentre il comparto investment-grade oggetto del programma di acquisto ECB sembra aver raggiunto un limite inferiore al restringimento degli spread. I flussi verso l'area dei Paesi Emergenti mostrano ancora segni di resilienza anche se nel mese di ottobre, ad esempio, l'asset class obbligazionaria ha sofferto a causa di un aumento dei rendimenti del Treasury, dell'incertezza legata alle elezioni americane e di alcuni indicatori di commercio deboli. L'indice di riferimento dell'asset class azionaria emergente ha invece chiuso il mese ad un livello leggermente superiore al livello di apertura. L'allocazione azionaria del fondo è rimasta neutrale e intorno al 90%. In termini geografici, permane il sovrappeso strutturale sui mercati emergenti. Schede aggiornate a fine Ottobre.