ISIN Number
IT0001484754
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 26/04/2017
€ 5,237
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio -lungo periodo (4-6 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 26/04/2017
1 mese
1,39 %
3 mesi
2,77 %
da inizio anno
4,45 %
1 anno
5,88 %
dal 03/12/2012
4,48 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
3,66%
2014
5,71%
2013
6,0%
2012
10,4%
2011
-5,4%
2010
6,5%
2009
14,4%
2008
-21,1%
2007
1,2%
2006
3,7%
2005
15,0%
2004
3,7%
2003
7,7%
2002
-19,7%
Asset Allocation
Azioni
44,00%
Obbligazioni
35,50%
Strategie
19,50%
Liquidità
1,00%
Equity Allocation
Nord America
17,50%
Mercati Emergenti
15,00%
Europa
8,00%
Globale
3,80%
Pacifico
3,50%
Principali titoli
Fidelity America Fund
4,30%
Franklin Strategic Income I (acc) EUR-H1
4,00%
Morgan Stanley US Advantage
4,00%
NN Global Convertible Opportunities
4,00%
Vontobel US Equity
4,00%
Candriam Quant Equities Emerging Mkt
3,80%
M&G Optimal Income EUR C-H Gross Acc (Hedged)
3,80%
RAM Emerging Markets Equities
3,80%
Carmignac Emerging Discovery
3,50%
Axa World Global Inflation
3,40%
Commento
Commento
Il mese di marzo è stato un mese positivo soprattutto per gli indici azionari europei. In Italia il FTSE MIB ha segnato una variazione del +8,35%, l'Eurostoxx 50 e il CAC 40 una del +5,4%, il DAX + 4% e il FTSE 100 +0,8%. Gli indici della Borsa americana hanno avuto un mese maggiormente in sotto tono: il Dow Jones ha avuto una variazione di -0,7%, l'S&P 500 ha chiuso il mese sostanzialmente invariato mentre il Nasdaq ha registrato una variazione positiva di + 1,5%. A pesare sull'andamento delle Borse americane sono stati soprattutto i primi segnali di scetticismo sull'implementazione delle politiche espansive promesse da Trump. Intanto nel meeting del 15 marzo, la FED ha rialzato i tassi così come ampiamente previsto dagli operatori di mercato, indicando inoltre altri due possibili rialzi nel corso dell'anno. Per l'Eurozona, Mario Draghi ha invece lasciato i tassi invariati confermando il programma di Quantitative easing, con la riduzione degli acquisti previsti dal mese di Aprile in poi. Nel Regno Unito, invece, a fine mese è stato applicato l'articolo 50 per l'uscita dall'Unione Europea; tuttavia il grado di incertezza sulle conseguenze di tale decisione rimane ancora molto elevato. Il Treasury americano ha chiuso il mese ad un rendimento del 2,38%, il Bund a +0,3% e il BTP italiano a 2,25%. Per quanto riguarda il settore corporate, l'indice Investment Grade della zona Euro ha registrato una variazione negativa di -0,33%. Per il mercato High Yield, in US gli spread per la prima volta da giugno 2016 si sono allargati, seppure in maniera contenuta di 9 punti base arrivando a 383 p.b. e portando l'indice di riferimento ad una variazione mensile di -0,21%; in Europa gli spread invece rimangono stabili chiudendo il mese a 357 punti base e l'indice di riferimento rimane sostanzialmente invariato. I mercati Emergenti continuano ad avere flussi positivi sia sull'asset class azionaria che su quella obbligazionaria registrando per il primo trimestre dell'anno circa + $14,4 miliardi e circa + $23 miliardi rispettivamente. L'indice azionario MSCI dei Mercati Emergenti in USD ha registrato una variazione mensile del +2,4% mentre l'indice obbligazionario governativo di JP Morgan ha registrato una variazione positiva dello 0,35%. A fronte di un contesto di mercato caratterizzato da incertezze soprattutto a livello politico l'allocazione azionaria del fondo è rimasta neutrale e intorno al 44%. La quota obbligazionaria del fondo è intorno al 35,5%, prediligendo comparti obbligazionari a più alto rendimento, quali quelli su obbligazioni High Yield (8%) e su obbligazioni emergenti (11%). Una quota pari al 19,5% del portafoglio continua ad essere investita in una componente ‘satellite’ attraverso strategie obbligazionarie di tipo Total Return e long/short azionarie. Schede aggiornate a fine Marzo.