ISIN Number
IT0001484713
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 27/05/2016
€ 5,689
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio periodo (3-4 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 27/05/2016
1 mese
0,21 %
3 mesi
0,71 %
da inizio anno
0,02 %
1 anno
-3,79 %
dal 03/12/2012
0,67 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
-1,71%
2014
2,97%
2013
1,0%
2012
4,8%
2011
-2,7%
2010
1,7%
2009
5,9%
2008
-8,0%
2007
2,1%
2006
0,8%
2005
4,4%
2004
0,7%
2003
-1,6%
2002
0,9%
Asset Allocation
Strategie
61,00%
Obbligazioni
19,00%
Azioni
3,00%
Liquidità
9,00%
CARMIGNAC Capital Plus
5,00%
Allocazione strategie
Asset_allocation
37,00%
CTA
11,00%
Bo_TotalReturn
8,50%
LS_Equity
5,00%
Volatily
5,00%
Principali titoli
BNY Mellon Global Real Return C EUR
6,40%
Franklin Templeton - Strategic Income Fund
6,30%
Henderson Horizon Pan European
6,00%
Fidelity Global Multi Asset
5,80%
SEB Asset Selection C (EUR)
6,00%
Lyxor Absolute Return Multi Asset 8
5,50%
LYXOR EPSILON Global Trend
5,00%
Natixis Seeyond Volatility
5,00%
Invesco Global Targeted Returns
5,00%
FRANKLIN K2 ALTERNATIVE
4,80%
Commento
Commento
Nel periodo di riferimento i mercati azionari hanno fatto registrare performance generalmente positive, grazie al rimbalzo del prezzo del greggio e delle materie prime, favorito dall’indebolimento del dollaro. Tra i migliori mercati abbiamo trovato gli Stati Uniti che hanno beneficiato di aspettative di politica monetaria più accomodanti e dell’indebolimento della moneta. Di poco superiore allo zero invece la performance dell’Eurozona, dove hanno pesato la crisi delle banche e le incertezze politiche, mentre il Giappone ha registrato un lieve calo a causa della debolezza economica, della forza dello Yen e dei crescenti dubbi circa le politiche monetarie implementate fino ad ora. Continua invece il recupero dei Mercati Emergenti trascinati dal rialzo delle materie prime. Nelle prossime settimane l’attenzione degli operatori finanziari sarà incentrata sulle trimestrali, anche se resterà importante monitorare l’andamento macroeconomico e le scelte delle banche centrali. L’esposizione all’asset azionaria è stata quindi portata alla neutralità, per arrivare con un posizionamento più cauto al referendum che si terrà in Gran Bretagna sulla permanenza nell’Unione Europea. Confermiamo la preferenza, in termini geografici, per l’area europea perché conserva un valore relativo non ancora esploso, mentre il mercato statunitense, da sempre area in cui si cerca rifugio quando l’avversione al rischio cresce, ha valutazioni decisamente più ricche. Il resto del portafoglio è investito per circa il 19% in sicav obbligazionarie, mentre circa il 61% del portafoglio rimane strutturalmente investito in una componente decorrelata, suddivisa fra differenti tipologie di strategie alternative (comparti di asset allocation, obbligazionari total return, strategie sulla volatilità e strategie trend following). Schede aggiornate al mese di Aprile.