ISIN Number
IT0001484713
Categoria Assogestioni
Flessibile
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 26/04/2017
€ 5,762
Politica d'investimento
È un fondo flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio periodo (3-4 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio.

AVVERTENZE: A far data dal 3 dicembre Il Fondo ha subito una modifica dello stile di gestione; pertanto il risultato precedente a tale data è stato ottenuto in circostanze non più valide. Le performance storiche sono state calcolate in euro. Il Fondo è stato istituito in data 26 gennaio 2000 ed è operativo dal 1° Agosto 2000. I dati di rendimento del Fondo non includono le spese di sottoscrizione. Dal 1° luglio 2011, la tassazione è a carico dell’investitore.I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 26/04/2017
1 mese
0,52 %
3 mesi
0,82 %
da inizio anno
0,89 %
1 anno
1,60 %
dal 03/12/2012
0,82 %
Rendimento annuo del Fondo
2015
-1,71%
2014
2,97%
2013
1,0%
2012
4,8%
2011
-2,7%
2010
1,7%
2009
5,9%
2008
-8,0%
2007
2,1%
2006
0,8%
2005
4,4%
2004
0,7%
2003
-1,6%
2002
0,9%
Asset Allocation
Strategie
69,00%
Obbligazioni
24,00%
Liquidità
7,00%
BNY Mellon Global Real Return C EUR
4,50%
Allocazione strategie
Asset_allocation
30,00%
Bo_TotalReturn
13,00%
Long Short Equity
12,00%
CTA
10,00%
M&G Global Floating rate High Yield
5,20%
Principali titoli
SEB Asset Selection C (EUR)
6,00%
Lyxor Absolute Return Multi Asset 8
5,50%
Fidelity Global Multi Asset
5,20%
Candriam Bonds Total Return
5,00%
Vontobel Bond Global Aggregate
5,00%
Invesco Global Targeted Returns
5,00%
Candriam Bonds Credit Opportunities
5,00%
BNY Mellon Global Real Return C EUR
4,70%
LYXOR EPSILON Global Trend
4,50%
Commento
Commento
Il mese di marzo è stato un mese positivo soprattutto per gli indici azionari europei. In Italia il FTSE MIB ha segnato una variazione del +8,35%, l'Eurostoxx 50 e il CAC 40 una del +5,4%, il DAX + 4% e il FTSE 100 +0,8%. Gli indici della Borsa americana hanno avuto un mese maggiormente in sotto tono: il Dow Jones ha avuto una variazione di -0,7%, l'S&P 500 ha chiuso il mese sostanzialmente invariato mentre il Nasdaq ha registrato una variazione positiva di + 1,5%. A pesare sull'andamento delle Borse americane sono stati soprattutto i primi segnali di scetticismo sull'implementazione delle politiche espansive promesse da Trump. Intanto nel meeting del 15 marzo, la FED ha rialzato i tassi così come ampiamente previsto dagli operatori di mercato, indicando inoltre altri due possibili rialzi nel corso dell'anno. Per l'Eurozona, Mario Draghi ha invece lasciato i tassi invariati confermando il programma di Quantitative easing, con la riduzione degli acquisti previsti dal mese di Aprile in poi. Nel Regno Unito, invece, a fine mese è stato applicato l'articolo 50 per l'uscita dall'Unione Europea; tuttavia il grado di incertezza sulle conseguenze di tale decisione rimane ancora molto elevato. Il Treasury americano ha chiuso il mese ad un rendimento del 2,38%, il Bund a +0,3% e il BTP italiano a 2,25%. Per quanto riguarda il settore corporate, l'indice Investment Grade della zona Euro ha registrato una variazione negativa di -0,33%. Per il mercato High Yield, in US gli spread per la prima volta da giugno 2016 si sono allargati, seppure in maniera contenuta di 9 punti base arrivando a 383 p.b. e portando l'indice di riferimento ad una variazione mensile di -0,21%; in Europa gli spread invece rimangono stabili chiudendo il mese a 357 punti base e l'indice di riferimento rimane sostanzialmente invariato. I mercati Emergenti continuano ad avere flussi positivi sia sull'asset class azionaria che su quella obbligazionaria registrando per il primo trimestre dell'anno circa + $14,4 miliardi e circa + $23 miliardi rispettivamente. L'indice azionario MSCI dei Mercati Emergenti in USD ha registrato una variazione mensile del +2,4% mentre l'indice obbligazionario governativo di JP Morgan ha registrato una variazione positiva dello 0,35%. A fronte di un contesto di mercato caratterizzato da incertezze soprattutto a livello politico il portafoglio è investito per circa il 24% in sicav obbligazionarie, mentre circa il 66% è investito in una componente decorrelata, suddivisa fra differenti tipologie di strategie alternative (comparti di asset allocation, obbligazionari total return, azionari long/ short e strategie trend following). L'allocazione in sicav azionarie direzionali risulta essere nulla. Schede aggiornate a fine Marzo.