​​​​​​​​​​​​​
​​
ISIN Number
IT0005282071
Categoria Assogestioni
Bilanciati
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 27/05/2026
€ 6,606
Politica d'investimento
È un fondo di fondi flessibile che investe in OICR orientati principalmente verso strumenti finanziari di imprese italiane e di imprese comunitarie con stabile organizzazione in Italia. Il Fondo rientra tra gli investimenti qualificati destinati alla costituzione di Piani di Risparmio a lungo termine (PIR) di cui al combinato disposto delle previsioni della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 e del Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, come convertito dalla Legge 19 dicembre 2019, n.157.Il profilo di rischio/rendimento del Fondo è rappresentato da un indicatore sintetico che classifica il Fondo su una scala da 1 a 7. Il Fondo è classificato nella categoria di rischio rendimento 5.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 27/05/2026
1 mese
3,03 %
3 mesi
0,12 %
da inizio anno
2,18 %
1 anno
6,31 %
dal lancio
3,27 %
Rendimento annuo del Fondo
2022
-13.31%
2021
11,82%
2020
-2,48%
2019
15,33%
2018
-10,49%
2017
N.A.
2016
N.A.
Asset allocation
Equity Large Cap ITA
17,38%
Equity Mid Cap ITA
38,16%
Equity Small Cap ITA
4,65%
Corporate IG Small Cap ITA
0,52%
Corporate HY Small Cap ITA
5,80%
Corporate IG Mid Cap ITA
3,93%
Corporate HY Mid Cap ITA
1,99%
 
 
Allocazione settoriale azionaria
BPER BANCA
1,46%
ITALGAS SPA EUR (IG IM)
1,41%
DANIELI ORD.
1,29%
WIIT-AZ ORD RAGGR
1,28%
BANCA MONTE DEI PASCHI SIENA
1,25%
AZIMUT HOLDING SPA
1,20%
BANCO BPM S.P.A. EUR (BAMI IM)
1,17%
INTESA SANPAOLO SPA ORD ISP IM
1,07%
ENAV SPA
1,02%
MONCLER
1,01%
Primi 10 fondi
A+
0,00%
A
0,00%
A-
1,97%
BBB+
8,48%
BBB
10,69%
BBB-
5,87%
BB+
4,56%
BB
0,54%
BB-
1,02%
B+
0,00%
 
Commento
Commento
Nel mese di aprile, il mercato azionario italiano ha registrato un deciso recupero, invertendo la debolezza osservata a marzo. Il FTSE MIB ha messo a segno un rialzo dell’8,85%, recuperando ampiamente il calo del 6,14% del mese precedente, sostenuto in particolare dai settori bancario ed energetico. La performance si è sviluppata in un contesto ancora caratterizzato da tassi elevati, che continua tuttavia a favorire la redditività degli istituti finanziari. Parallelamente, il segmento delle mid e small cap ha evidenziato un rimbalzo ancora più marcato, con l’indice in crescita del 9,46% ad aprile, dopo la contrazione significativa del 11,25% registrata a marzo. Il movimento riflette un ritorno selettivo dell’interesse degli investitori su titoli maggiormente penalizzati nella fase precedente, pur in presenza di una visibilità ancora limitata sul ciclo economico. Nel complesso, aprile si è configurato come un mese di recupero tecnico per il mercato italiano, caratterizzato da una rotazione più favorevole al rischio ma ancora inserito in un quadro macro-finanziario che richiede approccio prudente e selettivo. Nel periodo abbiamo aumentato l’esposizione azionaria con interventi selettivi su titoli di qualità e con una relativa visibilità sulla tenuta degli utili. Guardando al comparto obbligazionario governativo, complice il blocco dello stretto di Hormuz e gli attacchi ai siti di produzione di gas naturale liquefatto, si è registrato un aumento significativo delle aspettative di inflazione che ha portato gli investitori a riprezzare in senso “hawkish”, ovvero restrittivo, le prossime mosse di politica monetaria da parte delle banche centrali. Conseguentemente, complici le attese verso aumenti dei tassi di interesse, le curve governative hanno registrato un aumento dei rendimenti particolarmente pronunciato sulle scadenze più a breve termine, favorendone un appiattimento (bear flattening). In termini relativi, nel periodo si registra una leggera sottoperformance del Bund tedesco rispetto al Treasury USA mentre, in Area Euro, si è registrato una sottoperformance della periferia rispetto ai paesi ‘core’ con il differenziale tra BTP-Bund tornato sopra i 90 punti base. Sul comparto societario, complice i timori legati allo shock energetico, che vede gli Stati Uniti meglio posizionati in quanto esportatori netti di prodotti energetici, nel periodo si registra una sottoperformance degli emittenti Europei rispetto a quelli Statunitensi. Riguardo all’esposizione obbligazionaria, in termini operativi, nel periodo si è provveduto a incrementare la duration del fondo intorno a 2 anno e 3 mesi attraverso emissioni corporate €-IG, mentre l’esposizione valutaria è rimasta coperta.