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ISIN Number
IT0005282071
Categoria Assogestioni
Bilanciati
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 20/02/2026
€ 6,584
Politica d'investimento
È un fondo di fondi flessibile che investe in OICR orientati principalmente verso strumenti finanziari di imprese italiane e di imprese comunitarie con stabile organizzazione in Italia. Il Fondo rientra tra gli investimenti qualificati destinati alla costituzione di Piani di Risparmio a lungo termine (PIR) di cui al combinato disposto delle previsioni della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 e del Decreto Legge 26 ottobre 2019, n. 124, come convertito dalla Legge 19 dicembre 2019, n.157.Il profilo di rischio/rendimento del Fondo è rappresentato da un indicatore sintetico che classifica il Fondo su una scala da 1 a 7. Il Fondo è classificato nella categoria di rischio rendimento 5.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 20/02/2026
1 mese
1,20 %
3 mesi
4,44 %
da inizio anno
1,84 %
1 anno
10,47 %
dal lancio
3,33 %
Rendimento annuo del Fondo
2022
-13.31%
2021
11,82%
2020
-2,48%
2019
15,33%
2018
-10,49%
2017
N.A.
2016
N.A.
Asset allocation
Corporate IG Large Cap ITA
29,02%
Equity Large Cap ITA
16,21%
Equity Mid Cap ITA
27,21%
Corporate HY Small Cap ITA
6,79%
Equity Small Cap ITA
5,59%
Corporate HY Large Cap ITA
4,41%
Corporate IG Small Cap ITA
4,02%
Corporate IG Mid Cap ITA
3,92%
Corporate HY Mid Cap ITA
2,24%
Allocazione settoriale azionaria
Financials
12,82%
Industrials
8,61%
Consumer Discretionary
7,68%
Utilities
5,60%
Information Technology
4,41%
Communication Services
4,05%
Consumer Staples
3,22%
Health Care
2,33%
Materials
0,89%
Energy
0,00%
Primi 10 fondi
AAA
0,00%
AA+
0,00%
AA
0,00%
AA-
0,00%
A+
0,00%
A
0,00%
A-
3,50%
BBB+
11,79%
BBB
13,28%
 
 
Commento
Commento
Dopo un eccellente 2025, il mercato italiano ha iniziato il 2026 con il segno positivo, anche se una elevata volatilità, a causa delle preoccupazioni sugli effetti economici dello scontro USA-UE sulla Groenlandia. Lo sfondo generalmente appare ancora favorevole per i mercati, anche se l'ambiente macropolitico include elementi di incertezza che non possono essere ignorati. Nel 2026, aree chiave come la Germania dovrebbero beneficiare di politiche espansive, mentre si prevede che l'Italia continui su una strada positiva di declino del rischio nazionale. Questi fattori ci sembrano a supporto di una visione costruttiva dell’universo mid e small cap. Dal punto di vista settoriale, stiamo analizzando se tra gli abilitatori IT italiani ci siano opportunità, visto che il segmento ha avuto una performance inferiore nel 2025, include però aziende di alta qualità. La liquidità per le società di medie e piccole capitalizzazioni rimane mista, vedremo se il lancio operativo del Fondo Strategico Nazionale indiretto (che si prevede raggiungerà un totale di circa 1 miliardo di euro) contribuirà a migliorare le condizioni e potenzialmente supporterà una ripresa delle attività di nuove emissioni. Il livello d’investito è intorno al 28%. Sul mercato obbligazionario si registra un aumento generalizzato dei rendimenti, soprattutto sulle parti a lunga delle curve. Il decennale Usa torna in area 4,2%, dopo aver testato il livello psicologico del 4% e il bund tedesco sale anch’esso di circa 20 punti base, attestandosi in area 2,85%. Per quanto riguarda US, i fattori legati a questo movimento sono in buona parte da ricondursi ad un aumento del term premium dovuto sia all’incertezza sul trade off crescita / inflazione negli Stati Uniti (la fase attuale rimane caratterizzata da segnali di debolezza sulla crescita e inflazione elevata), che all’incertezza sul prossimo governatore Fed. Pesa anche l’incertezza sulla decisione, attesa a partire dal 9 gennaio, della Corte Suprema riguardo alla legalità delle tariffe imposte dall’amministrazione Trump. Un pronunciamento almeno in parte contrario potrebbe portare ulteriore volatilità sulla parte a lunga della curva, in quanto verrebbero messe in discussione le entrate passate e prospettiche relative alle tariffe, in un contesto di deficit che rimane elevato. Nel frattempo, in Area Euro, la BCE conferma i tassi invariati al 2%, e sembra escludere tagli dei tassi nei prossimi mesi, questo ha comportato un modesto aumento delle attese sui tassi a breve, che prezzavano un taglio nel primo trimestre del 2026, producendo un correlato aumento dei rendimenti sulle scadenze brevi. Riguardo al mercato corporate, gli spread dei titoli europei hanno fatto registrare, in linea con l’andamento positivo degli asset di rischio, una modesta compressione dello spread, pari a 4 punti base per la componente investment grade e a 6 punti base per quella high yield per uno spread finale pari rispettivamente a 78 e 265 punti base.