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ISIN Number
IT0005365868
Categoria Assogestioni
Bilanciati
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 20/02/2026
€ 6,581
Politica d'investimento
È un Fondo bilanciato, il cui scopo è l’investimento collettivo in Organismi di investimento Collettivo del Risparmio (OICR) diversificati delle somme versate dai Partecipanti, con l’obiettivo di crescita del capitale nel medio-lungo periodo (4–6 anni). Il Fondo mira a conseguire una moderata crescita del capitale investito, perseguendo una politica di investimento orientata principalmente verso strumenti finanziari che rientrano tra gli investimenti qualificati destinati alla costituzione di Piani di Risparmio a lungo termine (PIR) di cui alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232, come applicabile ai PIR costituiti sino al 31 dicembre 2018. La composizione del portafoglio è indirizzata per almeno il 70% dell’attivo verso OICR, che soddisfano le condizioni di cui all’articolo 1, commi 100-114 della Legge 11 Dicembre 2016 n. 232 (gli “Investimenti Qualificati”), nel rispetto dei seguenti vincoli: (i) almeno il 70% dell’attivo è investito in strumenti finanziari, emessi o stipulati con imprese che svolgono attività diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato italiano o in Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio dello Stato italiano; (ii) tali strumenti finanziari sono rappresentati, per almeno il 21% dell’attivo, da strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati; (iii) possono investire fino al 10% dell’attivo in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con altra società appartenente al medesimo gruppo dell’emittente o della controparte. Il Fondo non investe in strumenti finanziari emessi o stipulati con soggetti residenti in Stati o territori diversi da quelli che consentono un adeguato scambio di informazioni. La composizione del portafoglio è indirizzata verso OICR azionari, in percentuale non superiore al 70%, in OICR bilanciati, flessibili, obbligazionari e monetari che investono anche in emittenti sovranazionali, governativi, o societari, anche molto rischiosi. Le aree geografiche d’investimento potranno essere principalmente i Paesi OCSE e, in modo contenuto, i Paesi non OCSE. Il Fondo può investire fino al 10% dell’attivo in depositi e conti correnti. La selezione degli OICR si avvale sia di criteri quantitativi che qualitativi per determinare una selezione di strumenti atta ad ottimizzare il profilo rischio rendimento del fondo.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 20/02/2026
1 mese
1,20 %
3 mesi
4,44 %
da inizio anno
1,83 %
1 anno
10,46 %
Asset Allocation
Corporate IG Large Cap ITA
29,02%
Equity Large Cap ITA
16,21%
Equity Mid Cap ITA
27,21%
Corporate HY Small Cap ITA
6,79%
Equity Small Cap ITA
5,59%
Corporate HY Large Cap ITA
4,41%
Corporate IG Small Cap ITA
4,02%
Corporate IG Mid Cap ITA
3,92%
Corporate HY Mid Cap ITA
2,24%
Allocazione settoriale azionaria
Financials
12,82%
Industrials
8,61%
Consumer Discretionary
7,68%
Utilities
5,60%
Information Technology
4,41%
Communication Services
4,05%
Consumer Staples
3,22%
Health Care
2,33%
Materials
0,89%
Energy
0,00%
Primi 10 fondi
AAA
0,00%
AA+
0,00%
AA
0,00%
AA-
0,00%
A+
0,00%
A
0,00%
A-
3,50%
BBB+
11,79%
BBB
13,28%
 
 
Commento
Commento
Dopo un eccellente 2025, il mercato italiano ha iniziato il 2026 con il segno positivo, anche se una elevata volatilità, a causa delle preoccupazioni sugli effetti economici dello scontro USA-UE sulla Groenlandia. Lo sfondo generalmente appare ancora favorevole per i mercati, anche se l'ambiente macropolitico include elementi di incertezza che non possono essere ignorati. Nel 2026, aree chiave come la Germania dovrebbero beneficiare di politiche espansive, mentre si prevede che l'Italia continui su una strada positiva di declino del rischio nazionale. Questi fattori ci sembrano a supporto di una visione costruttiva dell’universo mid e small cap. Dal punto di vista settoriale, stiamo analizzando se tra gli abilitatori IT italiani ci siano opportunità, visto che il segmento ha avuto una performance inferiore nel 2025, include però aziende di alta qualità. La liquidità per le società di medie e piccole capitalizzazioni rimane mista, vedremo se il lancio operativo del Fondo Strategico Nazionale indiretto (che si prevede raggiungerà un totale di circa 1 miliardo di euro) contribuirà a migliorare le condizioni e potenzialmente supporterà una ripresa delle attività di nuove emissioni. Il livello d’investito è intorno al 28%. Sul mercato obbligazionario si registra un aumento generalizzato dei rendimenti, soprattutto sulle parti a lunga delle curve. Il decennale Usa torna in area 4,2%, dopo aver testato il livello psicologico del 4% e il bund tedesco sale anch’esso di circa 20 punti base, attestandosi in area 2,85%. Per quanto riguarda US, i fattori legati a questo movimento sono in buona parte da ricondursi ad un aumento del term premium dovuto sia all’incertezza sul trade off crescita / inflazione negli Stati Uniti (la fase attuale rimane caratterizzata da segnali di debolezza sulla crescita e inflazione elevata), che all’incertezza sul prossimo governatore Fed. Pesa anche l’incertezza sulla decisione, attesa a partire dal 9 gennaio, della Corte Suprema riguardo alla legalità delle tariffe imposte dall’amministrazione Trump. Un pronunciamento almeno in parte contrario potrebbe portare ulteriore volatilità sulla parte a lunga della curva, in quanto verrebbero messe in discussione le entrate passate e prospettiche relative alle tariffe, in un contesto di deficit che rimane elevato. Nel frattempo, in Area Euro, la BCE conferma i tassi invariati al 2%, e sembra escludere tagli dei tassi nei prossimi mesi, questo ha comportato un modesto aumento delle attese sui tassi a breve, che prezzavano un taglio nel primo trimestre del 2026, producendo un correlato aumento dei rendimenti sulle scadenze brevi. Riguardo al mercato corporate, gli spread dei titoli europei hanno fatto registrare, in linea con l’andamento positivo degli asset di rischio, una modesta compressione dello spread, pari a 4 punti base per la componente investment grade e a 6 punti base per quella high yield per uno spread finale pari rispettivamente a 78 e 265 punti base.