ISIN Number
IT0001484739
Categoria Assogestioni
Obbligazionari Flessibili
Livello di rischio
1
2
3
4
5
6
7
Valore quota al 25/05/2022
€ 4,544
Politica d'investimento
È un fondo obbligazionario flessibile che mira alla crescita del capitale in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (4-6 anni), subordinatamente a un obiettivo in termini di controllo del rischio. La politica di investimento del Fondo è determinata dalla SGR in relazione all’andamento e alle prospettive delle economie e dei mercati finanziari dei singoli Paesi o di determinate aree geografiche potendo costituire l’investimento verso emittenti di uno stesso Paese ovvero di una stessa area geografica o di uno stesso settore merceologico anche la totalità del patrimonio del Fondo. Nell’attuazione di tale politica il Fondo potrà essere investito, nell’interesse dei partecipanti in obbligazioni ed in altri strumenti finanziari. Il Fondo può investire in strumenti finanziari emessi nei Paesi aderenti al Fondo Monetario Internazionale, nonché Taiwan. L’investimento del patrimonio del Fondo è inirizzato verso investimenti in strumenti obbligazionari e monetari, di emittenti sovranazionali, governativi, o societari, anche molto rischiosi, potendo questi ultimi costituire anche la totalità del fondo, con un rischio complessivo compatibile con l’indicatore sintetico di rischio del Fondo. Il Fondo può investire anche in ETF. Le aree geografiche d’investimento potranno essere principalmente Paesi non OCSE e, in modo contenuto, i Paesi OCSE.
Andamento del fondo
Inizio
Fine
Performance del periodo:
Rendimenti al 25/05/2022
1 mese
-1,77 %
3 mesi
-7,21 %
da inizio anno
-13,28 %
1 anno
-14,59 %
dal 03/12/2012
-1,53 %
Rendimento annuo del Fondo
2018
-6,78%
2017
2,43%
2016
2,81%
2015
-2,22%
2014
1,36
2013
1,0%
2012
7,6%
2011
-3,5%
2010
3,8%
2009
8,3%
2008
-11,3%
2007
0,6%
2006
1,8%
2005
7,2%
2004
2,7%
2003
1,3%
2002
-5,7%
Scomposizione per duration
1-3
10,47%
3-5
23,63%
5-7
21,28%
7-11
28,59%
11+
11,07%
Allocazione geografica
Brasile
6,29%
Arabia Saudita
6,13%
Emirati Arabi Uniti
5,95%
Messico
3,98%
Colombia
3,69%
Indonesia
3,51%
Cile
3,45%
Qatar
2,60%
Cina
1,85%
Principali titoli obbligazionari
STATE OF QATAR 4 14/03/2029
1,92%
SAUDI INTERNATIONAL BOND 4 17/04/2025
1,73%
STATE OF QATAR 3,4 16/04/2025
1,71%
SAUDI INTERNATIONAL BOND 2,75 03/02/2032
1,56%
SAUDI INTERNATIONAL BOND 3,25 26/10/2026
1,35%
FED REPUBLIC OF BRAZIL 3,875 12/06/2030
1,22%
REPUBLIC OF CHILE 2,45 31/01/2031
1,19%
GOVERNMENT OF JAMAICA 6,75 28/04/2028
1,10%
REPUBLIC OF PANAMA 2,252 29/09/2032
1,09%
REPUBLIC OF INDONESIA 3,75 14/06/2028
1,08%
Commento
Commento

Nel corso del mese, il comparto obbligazionario emergente in valuta forte ha conseguito una performance negativa a seguito di una serie di fattori, tra i quali le prospettive di minor crescita e maggior inflazione dovute alle pressioni al rialzo dei prezzi energetici e alimentari provocati dalla guerra in Ucraina,  l’irrigidimento delle condizioni finanziarie provocate dall’accelerazione dei tassi reali americani nonché dalle ripercussioni sul commercio globale esercitato dalla politica zero-Covid adottata dalla China. Nel frattempo, dopo aver recuperato l’allargamento degli spread provocato dall’invasione, il comparto obbligazionario governativo e corporate dei paesi in via di sviluppo ha registrato un ulteriore incremento degli spread dovuti all’elevata volatilità dei tassi ‘core’, in particolare a seguito del significativo movimento al rialzo dei tassi di interesse reali americani, giunti sui massimi dal mese di marzo 2020. Inoltre, mentre a livello regionale i paesi dell’Europa emergente scontano la prossimità geografica al conflitto, a livello globale sulle aree dei paesi in via di sviluppo pesano gli effetti collaterali derivanti dall’aumento dei prezzi delle materie prime che, in un contesto di rialzo dei tassi, grava sui saldi della bilancia commerciale, soprattutto dei paesi importatori, favorendo tensioni sociali come testimoniato dal Perù, Pakistan e Sri Lanka. Nel mese, l’operatività è stata orientata a ridurre l’esposizione duration sulla Cina, ripristinando la neutralità sull’Arabia Saudita e riducendo l’esposizione su Repubblica Dominicana e Costa Rica.

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